23 Febbraio

Tariffe, ordinamento professionale

L’applicazione della Direttiva 2005/36/CE

Il Trattato istitutivo dell’unione Europea consente la libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità e norma il cosiddetto “diritto di stabilimento” e della “libera prestazione di servizi”. Che significa, sostanzialmente, la possibilità di esercitare la propria professione regolamentata in uno Stato Membro diverso rispetto a quello in cui si è ottenuta la qualifica professionale.

Tuttavia, poiché le qualifiche professionali richieste per accedere ad una determinata professione regolamentata possono variare da uno Stato all’altro, è necessario chiederne il riconoscimento nello Stato in cui si vuole esercitare. L’Europa, preso atto di ciò, sin dagli anni ’70 del secolo scorso, ha cominciato ad introdurre norme che regolassero il riconoscimento delle qualifiche tra uno Stato e l’altro. Ma è solo con la direttiva 2005/36/Ce che si è arrivati a riordinare la materia, includendo in un unico testo sia le tre precedenti direttive sul regime generale di riconoscimento delle qualifiche professionali che le direttive sulle professioni settoriali (infermieri, dentisti, veterinari, ostetriche, architetti, farmacisti e medici).

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Il Decreto del Ministro della Giustizia 6 luglio 2011 n. 145 emenda la disciplina della mediazione civile, introdotta – com’è noto – dal D.Lgs. n. 28/2010 e attuata con D.M. n. 180/2010.

Il Decreto innova, in primo luogo, i requisiti formativi che i mediatori devono possedere ai fini dell’esercizio della relativa attività. Si tratta, in particolare, dell’aggiornamento almeno biennale acquisito presso gli enti di formazione accreditati e della partecipazione obbligatoria, “in forma di tirocinio assistito” ad almeno 20 casi di mediazione svolti presso organismi iscritti nel Registro.

La novità più rilevante è però quella prevista dall’art. 3 del Decreto, che ha aggiunto, all’art. 7, 5° comma, del precedente D.M. n. 180, le lettere d) ed e), recanti ulteriori previsioni obbligatorie per i regolamenti di procedura degli organismi di mediazione. A seguito di tali innovazioni, nei casi in cui il procedimento di mediazione risulta obbligatorio ex legge, i regolamenti di procedura degli organismi dovranno assicurare l’esperibilità della mediazione e la conclusione del procedimento anche in assenza della parte convenuta, qualora quest’ultima non vi abbia aderito dopo essere stata ritualmente convocata.

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Mercoledì 22 Giugno 2011 14:42

Gli iscritti all’Ordine degli ingegneri al 31 dicembre 2010 In evidenza

Il numero degli iscritti continua ad aumentare in misura costante, facendo registrare per il 2010 un incremento del 3,3%: al 31 dicembre 2010, il numero degli iscritti all’Ordine è pari a 227.259, di cui 220.250 alla sezione A (+2,9% rispetto al 2009) e 7.009 alla sezione B (+15,1%). Negli ultimi cinque anni il numero degli iscritti alla sezione A dell’albo è cresciuto del 20% (erano 183.345 nel 2005) e quello degli iscritti alla sezione B del 250% (erano 2.202 nel 2005).

L’incremento degli iscritti è sostanzialmente omogeneo su tutto il territorio nazionale, ma si rileva un altrettanto omogeneo “rallentamento” della già esigua crescita degli iscritti alla sezione B, ad ulteriore conferma di quanto poco appeal rivesta l’albo professionale per tale tipologia di laureati.

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Gli Ordini provinciali, le Fondazioni e le Federazioni/Consulte regionali degli ingegneri continuano ad essere impegnati fattivamente nell’organizzare occasioni di formazione, aggiornamento e specializzazione per i propri iscritti. In base ai risultati del monitoraggio svolto dal Centro studi del CNI, nel 2010 gli Ordini provinciali, le Fondazioni e le Federazioni/Consulte regionali degli ingegneri hanno organizzato complessivamente 996 eventi di formazione e aggiornamento.

Oltre un quarto delle iniziative è costituito da corsi veri e propri (di formazione, aggiornamento o specializzazione), mentre la maggioranza delle occasioni formative (69,8%) si struttura come convegno, conferenza, incontro o seminario.

Gli argomenti trattati negli eventi spaziano su molte tematiche, ma una consistente fetta si concentra sui temi della sicurezza, dell’energia, della progettazione e sugli aspetti normativi che regolano le diverse discipline ingegneristiche.

Le iniziative in questione hanno coinvolto circa 75.000 partecipanti, con una media di 75 partecipanti ad evento.

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Mercoledì 22 Giugno 2011 14:32

Monitoraggio sui bandi di progettazione. Anno 2010 In evidenza

Il monitoraggio ha rilevato 3.857 bandi di gara, per un importo a base d’asta complessivo che supera di poco i 17 miliardi di euro. Nel 2009, nello stesso periodo, erano stati banditi 3.387 bandi per un importo complessivo però che superava i 23 miliardi di euro. Tale flessione si ripercuote anche sulle risorse destinate specificamente ai servizi d’ingegneria (progettazione, direzione lavori, collaudo, coordinatore per la sicurezza etc.), per le quali si rileva nel 2010 un calo stimato intorno al 27% rispetto al 2009.

Nonostante l’intervento dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (che ha emanato la determinazione n.5/2010), l’affidamenti dei servizi attinenti all’ingegneria continuano ad essere “devastati” da una competizione formata sull’elemento “prezzo”. Nelle gare in cui era richiesta almeno una delle fasi di progettazione senza esecuzione dei lavori il ribasso medio è stato pari al 43,1%, valore superiore a quello rilevato nel 2009 (39,1%). Aumenta, inoltre, sensibilmente la quota di bandi con ribassi elevati: se infatti nel 2009 i bandi aggiudicati con un ribasso superiore al 50% era pari al 25,3%, nel 2010 si arriva a sfiorare il 36%, con un ribasso massimo pari all’ 89,1%.

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