24 Maggio

Tariffe, ordinamento professionale

Nonostante i laureati in ingegneria che si abilitano alla professione di ingegnere stiano progressivamente diminuendo, continua ad aumentare senza soluzione di continuità il numero di iscritti all’albo: al primo gennaio del 2013 risultano iscritti 234.425 ingegneri contro i 231.773 del 2012 (l’1,1% in più).

Più dettagliatamente il numero di iscritti è pari a 226.104 per la sezione A (nel 2012 erano circa 224mila) e a 8.321 per le sezione B (contro i 7.720 dello scorso anno).

Una crescita dunque inarrestabile, che acquista un significato ancor maggiore se si considera che il tutto si inserisce in una fase “storica” in cui si registra un progressivo calo del numero di laureati abilitati, sceso in pochi anni dai 19.357 nel 2006 agli 11.660 del 2011.

icon gli iscritti allordine al primo gennaio_2013 (913.9 kB)

Una Nota del Centro Studi del CNI si esprime in merito al 3° comma dell'art.78. In particolare chiarisce che è da considerarsi vietato l’esercizio dell’attività libero professionale ai soli assessori delegati alle materie dell’urbanistica edilizia e lavori pubblici. La limitazione attiene alle sole attività connesse all’edilizia pubblica e privata il cui perimetro dovrà, tuttavia, essere delimitato in modo tale da garantire il perseguimento degli obiettivi della legge nonché conformarsi alle modifiche normative medio tempore (dal 1999) intervenute.

icon assessore professionista incompatibilità (516.72 kB)

Secondo lo studio elaborato dal Centro Studi del CNI il numero degli ingegneri abilitati è in calo. I laureati che scelgono di abilitarsi e di iscriversi al Consiglio Nazionale degli Ingegneri nel 2011 sono stati 11.660, il 5,5% in meno rispetto all’anno precedente. A scendere è soprattutto il numero di juniores abilitati, mentre resta prevedibilmente basso il dato relativo agli ingegneri provenienti dal settore dell'informazione. Il Politecnico di Milano "abilita" poco più del 60% dei propri laureati.

icon L’accesso alle professioni di ingegnere e architetto (2.44 MB)

La crisi morde anche gli ingegneri. I professionisti cominciano a risentire degli effetti del calo della domanda e si interrogano sugli scenari futuri, diventati assai incerti. Anche perché valutano il mondo della politica incapace di leggere i bisogni della propria categoria e, più in generale, di dare risposte alle esigenze del paese. In compenso, gli ingegneri italiani conservano grande fiducia nella propria categoria – che considerano un’importante risorsa per il paese – e vedono negli ordini professionali un importante presidio capace di salvaguardare professionalità e competenza a vantaggio della collettività. Queste le conclusioni più importanti cui giunge l’indagine condotta dal Centro Studi, realizzata con la collaborazione dell’Ordine degli Ingegneri di Alessandria e della rivista Ingenio.

icon Guidare il progresso: un nuovo ruolo per gli ingegneri italiani (2.53 MB)

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