Mercato del lavoro

La condizione occupazionale dei laureati in ingegneria in Italia. Anno 2010
Anche i laureati in ingegneria, da sempre una delle categorie più forti sul mercato del lavoro nazionale, soffrono i morsi della crisi. Pur mantenendo una condizione occupazionale “invidiabile” rispetto agli altri lavoratori, i laureati in ingegneria vedono crescere nel 2010 il numero di disoccupati e di coloro che, per carenza di altre opportunità, si rifugiano nella libera professione; un mercato professionale “povero”, di mera sopravvivenza.
Sono queste le considerazioni che emergono dalla consueta analisi svolta dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri sui dati dell’Indagine sulle Forze di lavoro dell’Istat.
Le assunzioni di ingegneri nella pubblica amministrazione. Anno 2010
Nel documento vengono analizzati i dati relativi ai concorsi pubblici del 2010 indirizzati ai laureati in ingegneria.
Ingegneri 2020: le nuove sfide professionali nelle energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile

Tra i fattori in grado di condizionare le prospettive occupazionali degli ingegneri Italiani nel corso dei prossimi dieci anni peseranno certamente anche le scelte strategiche nazionali sull'energia che in questi mesi si vanno delineando.
Nuove filiere produttive e nuovi approcci sostenibili tenderanno ad alimentare una nuova domanda di occupazione qualificata di tipo ingegneristico che si distribuirà lungo tutte le nuove filiere delle fonti energetiche rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile all’interno di un nuovo scenario di produzione e consumo di energia a bassa emissione di CO2.
Nello scenario più favorevole, peraltro condiviso da diversi osservatori, nel caso di posizionamento dell’industria italiana lungo tutta la filiera produttiva a partire dalla ricerca e progettazione, le stime indicano un potenziale di occupazione di circa 250 mila unità lavorative nel 2020 nelle FER a cui si aggiungeranno altri 800 mila occupati nei due comparti dell’Efficienza energetica (600mila occupati) e della Mobilità sostenibile ( 200 mila).
Rispetto a questo scenario occupazionale la domanda di nuovi ingegneri potrebbe oscillare da minimo di poco meno di 20 mila unità al 2020 (ipotesi conservativa, rispetto alla quale non si modificano cioè i modelli di produzione e non si intensifica l’apporto di capitale umano qualificato nelle diverse industrie interessate rispetto ai livelli attuali), ad un massimo di circa 40 mila unità di nuovi assunti, derivante, in questo caso, da una trasformazione di parte della attuale domanda di tecnici diplomati, in domanda a più elevata specializzazione e quindi in domanda di ingegneri, per effetto di un salto tecnologico intrapreso dal sistema produttivo nazionale.
Occupazione e remunerazione degli Ingegneri in Italia. Anno 2010
Le analisi e le indagini realizzate dal Centro studi sulla condizione occupazionale e retributiva dei laureati in ingegneria, evidenziano che, nonostante la crisi abbia inciso pesantemente sul processo di inserimento nel mercato del lavoro (accrescendo in particolare la quota dei contratti di lavoro “a termine”), essi possono contare ancora su una condizione di “piena occupazione”.
Diventano invece strutturali le criticità da tempo segnalate: livelli retributivi in contrazione e inferiori del 20-30% rispetto a quelli garantiti nei principali paesi europei; squilibri territoriali tra offerta e domanda di competenze d’ingegneria, “sanati” attraverso il perpetuarsi di consistenti flussi migratori che dalle regioni meridionali si orientano verso quelle del Centro e del Nord-ovest; fallimento del percorso accademico di ciclo breve (laurea) poco apprezzato dal sistema produttivo e considerato solo come propedeutico al conseguimento della laurea magistrale dalla quasi totalità degli studenti delle Facoltà di Ingegneria.
1° Rapporto sugli Ingegneri in italia
Il 17 febbraio 2011, al Teatro Capranica a Roma, è stato presentato il 1° Rapporto sugli Ingegneri in Italia.

È sempre in crescita il numero degli ingegneri in
Italia, con una componente femminile che diviene
sempre più consistente; pur “stressati” dalla crisi,
gli ingegneri si confermano capaci di conservare
una invidiabile condizione di “piena
occupazione”; d’altro canto anche la libera
professione continua ad attrarre un numero sempre
crescente di giovani, e gli ingegneri consolidano
la propria posizione in un mercato dei servizi
professionali caratterizzato da una congiuntura
negativa. Gli ingegneri italiani si confermano,
dunque, una componente altamente qualificata
della forza lavoro e si propongono come motore
dello sviluppo futuro del Paese.
Sono queste le principali considerazioni di sintesi
che discendono dalle analisi e dalle indagini
realizzate dal Centro studi del Consiglio
Nazionale degli Ingegneri sui processi formativi, le dinamiche occupazionali e retributive, l’accesso e
la pratica della libera professione che hanno dato
origine al 1° Rapporto sugli Ingegneri in Italia.